118) Chomsky. L'innatismo nell'acquisizione linguistica.
In questa lettura il linguista americano critica le teorie che
riconducono il linguaggio totalmente all'esperienza, invece che
alla mente, come lui ritiene. Nella mente poi esiste un
dispositivo per l'acquisizione linguistica.
N. Chomsky, Saggi linguistici. Filosofia del linguaggio: ricerche
teoriche e storiche, traduzione italiana di A. De Palma, E. Levi,
C. Ingrao, Boringhieri, Milano, 1969, pagine 272-275.

 Stando alle prove disponibili, sembra che le condizioni molto
forti imposte alla forma della grammatica siano universali. Le
strutture profonde sembrano molto simili da una lingua all'altra e
le regole che le manipolano e le interpretano sembrano anch'esse
derivate da una classe molto ristretta di operazioni formali
concepibili. Non  necessario a priori che una lingua sia
organizzata in questa maniera altamente specifica ed estremamente
peculiare. Non c' un senso del termine semplicit per cui
questa forma del linguaggio possa essere descritta in maniera
intelligibile come la pi semplice; n ha contenuto la pretesa
che questa forma sia in qualche modo logica. Inoltre, sarebbe
assolutamente impossibile sostenere che questa struttura sia
semplicemente una conseguenza accidentale di una origine comune.
Prescindendo da questioni di accuratezza storica,  sufficiente
far osservare che questa struttura deve essere riscoperta da ogni
bambino che impara la lingua. Il problema consiste, precisamente,
nello stabilire come il bambino determina che la struttura della
sua lingua ha quelle caratteristiche specifiche che la ricerca
empirica sulla lingua ci induce a postulare, date le scarse prove
a sua disposizione. Osserviamo, incidentalmente, che le prove non
soltanto sono scarse, ma sono anche di qualit molto degenere.
Quindi il bambino impara i principi di formazione e di
interpretazione delle frasi in base a un corpus di dati che
consiste, in larga misura, di frasi la cui forma devia dalle
strutture idealizzate definite dalla grammatica che egli sviluppa.
Ritorniamo ora al problema di progettare un dispositivo per
l'acquisizione linguistica. Le prove disponibili indicano che
l'uscita di questo dispositivo  un sistema di regole ricorsive,
che forniscono il fondamento dell'aspetto creativo dell'uso
linguistico e che manipolano strutture altamente astratte.
Inoltre, le strutture astratte sottostanti e le regole che si
applicano a queste hanno propriet altamente ristrette, che
sembrano uniformi per le lingue e per i differenti individui che
parlano la stessa lingua, e in larga misura invarianti rispetto
all'intelligenza e all'esperienza specifica. Di fronte al problema
di progettare un dispositivo che soddisfa determinate condizioni
di ingresso e di uscita, un ingegnere concluderebbe naturalmente
che le propriet fondamentali dell'uscita sono una conseguenza del
modo in cui il dispositivo  progettato. A mio avviso, non c'
nessuna alternativa plausibile a questa assunzione. Pi
specificatamente, le prove di cui ho parlato ci inducono a
supporre che questo dispositivo incorpora in qualche modo: una
teoria fonetica che definisce la classe delle rappresentazioni
fonetiche possibili; una teoria semantica che definisce la classe
delle rappresentazioni semantiche possibili; uno schema che
definisce la classe delle grammatiche possibili; un metodo
generale per interpretare le grammatiche che assegna una
rappresentazione semantica e una fonetica a ciascuna frase, data
una grammatica; un metodo di valutazione che assegna una misura di
complessit alle grammatiche.
Con tale specificazione, il dispositivo potrebbe procedere ad
acquisire la conoscenza di una lingua nella maniera seguente: lo
schema per le grammatiche specifica la classe delle ipotesi
possibili; il metodo di interpretazione fa s che ciascuna ipotesi
sia messa a prova con i dati di ingresso; la misura di valutazione
sceglie la grammatica con il valore pi alto compatibile con i
dati. Una volta scelta un'ipotesi - cio una grammatica
particolare - chi impara conosce la lingua definita da questa
grammatica; in particolare, egli  capace di accoppiare
interpretazioni semantiche e fonetiche su un campo indefinito di
frasi a cui egli non  mai stato esposto. Quindi la sua conoscenza
si estende molto al di l della sua esperienza: e non  una
generalizzazione dalla sua esperienza, in qualunque senso
importante di generalizzazione (eccetto, banalmente, nel senso
definito dalla struttura intrinseca del dispositivo per
l'acquisizione linguistica).
Procedendo in questo modo, si pu cercare un'ipotesi concernente
l'acquisizione linguistica che cada tra i limiti superiore e
inferiore, discussi sopra, stabiliti dalla natura del problema.
Evidentemente, perch abbia luogo l'apprendimento linguistico, la
classe delle ipotesi possibili- cio lo schema per le grammatiche
- deve essere estremamente ristretto.
Questa spiegazione  schematica e idealizzata. Possiamo darle un
contenuto specificando il sistema di acquisizione linguistica
nella direzione ora abbozzata. Ritengo che, in questa direzione,
sia possibile dare specificazioni plausibili e concrete, ma questa
non  la sede per approfondire l'argomento; esso  stato discusso
in maniera elaborata in molte pubblicazioni sulla grammatica
generativa trasformazionale.
Finora ho discusso soltanto il problema sostanziale dei
prerequisiti per l'acquisizione della conoscenza linguistica, cio
i principi a priori che determinano come e in quale forma tale
conoscenza viene acquisita. Ora cercher di collocare questa
discussione nel suo contesto storico.
Anzitutto, cito tre aspetti decisivi della competenza linguistica:
1) l'aspetto creativo dell'uso linguistico; 2) la natura astratta
della struttura profonda; 3) l'apparente universalit del sistema
estremamente speciale di meccanismi ora formalizzati come
grammatica trasformazionale. E' interessante osservare che questi
tre aspetti del linguaggio sono trattati nella filosofia
razionalistica del diciassettesimo secolo e nelle sue derivazioni
immediate, e che le teorie linguistiche sviluppate nel quadro di
questa discussione sono, sostanzialmente, teorie della grammatica
trasformazionale.
Di conseguenza, sarebbe storicamente esatto definire le concezioni
relative alla struttura linguistica ora schematizzate come una
concezione razionalistica della natura del linguaggio. Inoltre, le
ho impiegate, sempre nella maniera classica, per sostenere quella
che potrebbe essere chiamata una concezione razionalistica
dell'acquisizione della conoscenza, se assumiamo che l'essenza di
questa concezione risieda nel fatto che il carattere generale
della conoscenza, le categorie in cui  espressa o rappresentata
internamente e i principi fondamentali a essa sottostanti sono
determinati dalla natura della mente. Nel nostro caso, lo
schematismo assegnato quale propriet innata al dispositivo per
l'acquisizione linguistica determina la forma della conoscenza (in
uno dei molti sensi tradizionali di forma). La funzione
dell'esperienza consiste soltanto nel mettere in funzione lo
schematismo innato, differenziandolo e specificandolo in una
maniera particolare.
M. Baldini, Filosofia e linguaggio, Armando, Roma, 1990, pagine
174-17.5
